NOTEBIC

Racconti in bici di un ciclista errante

Mobilità sostenibile

Un bosco intorno alla chiesa. E lungo le strade.

Da buon laico ecologista, mi piace l’idea di una chiesa nel bosco. Non so perché, ma questa faccenda del Creato mi porta lì. Invece speso e volentieri la chiesa sta in un … parcheggio.

La chiesetta dell’Immacolata Concezione “De Laurentiis” sta sola sola lungo la strada che da San Silvestro porta praticamente fino a Chieti: sono 6 chilometri dall’ingresso sud della Riserva Dannunziana, e andando di buona lena a piedi, a 6 km/h, ci vuole proprio un’ora.

E’ bellina, la chiesa, nella sua solitudine, e da qui nelle giornate di sereno si può ammirare la lunga catena dell’Appennino, dalla Majella fino al Gran Sasso, e anche oltre. Proprio per questo forse andrebbe sistemato il contesto in cui si trova. E invece non capisco perché il piazzala laterale sia una grande distesa d’asfalto, come nei pressi di quei ristoranti “da cerimonia” che riservano per i propri clienti super parcheggi da centro commerciale.

A cosa servirà mai una così ampia spianata a ridosso di questo piccolo luogo sacro? Perché non invece, dico a caso, un bel prato, un giardino, quattro alberi, otto arbusti e due fiori per dare un banale tocco di decoro e di naturalità a questo luogo dove ovviamente non si vendono panini ma un pizzico di sentimento forse lo si intercetta?

E neanche a poche centinaia di metri verso il mare, un bel tratto di strada ombreggiata da un filare di querce mi ricorda pari pari via Pantini, viuzza di bordo della Riserva Dannunziana che rischia di diventare asse viario “erosivo” dell’area protetta.

Una riflessione sui luoghi interessati da opere pubbliche sarebbe spesso auspicabile, presi come sono i progettisti a tracciare linee su particelle catastali e gli amministratori a dare assensi a rendering tirati a lucido su carte patinate.

Sfugge a volte il valore del territorio, cancellato dall’uso e dalla pertinenza areale di un nuovo insediamento, magari commerciale, o messo nell’oblio dei sensi da una rapida assuefazione al banale a cui per presunti e indotti bisogni funzionali, come per il parcheggio, facilmente, ahimè, ci si abitua.

Per tante situazioni, allora, invece di un mega anonimo spazio di asfalto, un bosco è la nuova e inattesa soluzione, tanto intorno alla chiesetta come pure lungo una nuova quanto antica strada. Immaginiamoci lungo una pista ciclabile!